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SEO COPYWRITING: LE KEYWORDS

SEO COPYWRITING: LE KEYWORDS

Lavorare nel digitale significa anche, o forse soprattutto, fare i conti con i motori di ricerca. O forse sarebbe meglio dire con IL motore di ricerca: Google. Eh già perché come si può apprezzare dall’immagine qui sotto Google è il re indiscusso.

google motore ricerca

 

Dunque il concetto è abbastanza semplice e lo sintetizzo di seguito:

  • il world wide web è una piazza immensa ed affollata;
  • l’obiettivo di una presenza digitale è quello di farsi trovare da chi cerca in rete;
  • chi fa ricerche attraverso motori di ricerca (= query), ottiene come risposta una classifica (= SERP) di risultati in relazione alle parole chiave che ha utilizzato.

L’ultimo punto è proprio il nocciolo della questione: il motore di ricerca indicizza le pagine web secondo logiche ben precise che si evolvono nel tempo, non rispettarle significa compromettere la possibilità di comparire nei risultati di ricerca di un utente potenzialmente interessato ai nostri servizi.

Le regole da rispettare per scalare la SERP sono numerose e riguardano diversi livelli:

  • infrastruttura web (nome dominio, velocità di caricamento pagine, sitemap xml, redirect, link interni, struttura del sito, mobile friendly etc),
  • qualità e originalità dei contenuti (soprattutto evitarne la duplicazione),
  • tassi di rimbalzo,
  • social signs (i feedback lasciati dall’utente attraverso le tipiche azioni social come condivisioni o likes),
  • traffico quotidiano

e ultimo ma non ultimo proprio parole chiave e semantica. Oggi vorrei suggerirvi come scegliere e utilizzare correttamente le parole chiave per scrivere testi che rispettino le linee guida SEO.

Come avrete intuito il grosso della faccenda ruota intorno alle ben note keywords. Il primo passo è proprio quello di definire le parole chiave per le quali vogliamo ottimizzare il nostro sito web e le singole pagine: è importante posizionare le pagine per keyword diverse, non usate sempre la stessa!

Come si fa? La risposta immediata che mi sovviene è: CONOSCERE MOLTO BENE LA PROPRIA ATTIVITA’ E LA PROPRIA CLIENTELA!

 

ANALISI

L’analisi delle keyword deve essere fatta a più livelli:

  • Utenti
  • Competitor
  • Trend

Se abbiamo detto che la presenza digitale serve per farsi trovare ( e anche trovare..) dobbiamo necessariamente capire come e cosa cercano i nostri clienti tipo.

Panico! Quando rivolgo questa domanda a un cliente spesso il risultato è occhi sgranati e silenzio.. Può sembrare impossibile ma è così! Voi siete in grado di rispondere?

Comprendere dunque la propria clientela tipo, i comportamenti digitali della stessa, le modalità con cui effettua ricerche in rete nell’ambito del nostro settore e le caratteristiche del nostro servizio/prodotto rispetto a quello che la concorrenza propone, risulta fondamentale. La competizione nel digitale è altissima e molto probabilmente non sarete gli unici a vendere/distribuire/commercializzare quel tal prodotto.

Quello che sto per dire, a chi si aspettava un articolo denso di tips tecniche per primeggiare tra i risultati in SERP, può sembra un po’ troppo “analogico”  ma vi assicuro che non solo è necessario e alla base di una corretta strategia  SEO, ma soprattutto fa bene al business! Spesso accade che durante questa fase di analisi aziende o professionisti si trovano a fare quello che avrebbero dovuto fare nelle loro prime fasi di startup:

  • individuare con precisione il proprio pubblico (possibilmente una nicchia),
  • definire il proprio posizionamento “sullo scaffale”,
  • focalizzarsi sui bisogni del proprio pubblico,
  • valutare le soluzioni proposte dal mercato e definire la propria esaltandone il valore aggiunto.

 

Prima di stabilire definitivamente le keywords è sempre bene dare un occhio a ciò che fanno i nostri competitors: inserite quindi nel motore di ricerca le keywords che avete ipotizzato di voler usare, i risultati restituiti sono i vostri competitors. A questo punto potete comprendere un paio di cose:

 

  1. con quali realtà vi mettono in competizione le keyword scelte;
  2. il tipo di pagine (contenuti, design, funzionalità) che vengono restituite come risultato;
  3. chi tra i vostri competitors investe in advertising (i risultati sponsorizzati che si trovano nelle prime posizioni).

 

TOOLS

Valido alleato per l’analisi e scelta delle keyword è lo strumento per parole chiave che Google offre gratuitamente. Lo strumento permette di apprezzare i volumi di ricerca di determinate keywords e annesso campo semantico, la relativa competizione, stimare l’eventuale costo di annunci sponsorizzati e ottenere suggerimenti per nuove parole chiave. Anche Google Trends è un ottimo strumento per valutare l’andamento di una keyword nel corso degli anni e quindi l’interesse della comunità digitale verso quel settore/mercato.

 

LONG TAIL KEYWORDS

A questo punto è bene introdurre anche la nota teoria della coda lunga: La teoria della long tail è una teoria introdotta nel 2004 da Chris Anderson, un giornalista e saggista americano, per studiare alcuni modelli economici e commerciali, tra cui Amazon, e che è stata poi molto utilizzata in ambito SEO.

 

teoria long tail

Vediamo dal grafico come con l'aumentare della complessità di una frase chiave di ricerca (quindi con le Long Tail Keyword)

  • si abbassa il numero di ricerche degli utenti (quindi diminuisce il traffico potenziale),
  • diminuisce la concorrenza di altri siti Web,
  • aumenta il tasso di conversione (essendo una ricerca più specifica l'utente sarà più propenso all'“azione”).


Il concetto di Long Tail ci indica che più la keyword è lunga e specifica, più saremo potenzialmente in grado di soddisfare le richieste di questi utenti: questi saranno senza dubbio meno numerosi, ma più interessati a ricevere risposte attinenti e più propensi ad usufruire di servizi o acquistare i prodotti.

Torniamo così al concetto di nicchia: l'obiettivo è quello di attrarre quella nicchia di utenti fortemente interessati a determinate e specifiche informazioni, prodotti o servizi. Un interesse che si esprime nella maggior parte dei casi tramite query specifiche e complesse.

Da questa teoria possiamo pertanto trarre la conclusione che per mirare a buoni posizionamenti sulle SERP occorre puntare principalmente sulle cosiddette Long Tail Keyword.

 

SEMANTICA

Una volta scelte le keyword, queste vanno inserite all’interno di un testo. Nel fare questo bisogna considerare:

  • KEYWORD DENSITY = misura il rapporto tra una keyword ed il numero totale delle parole presenti in una pagina web, è espresso in %. Misurabile con textanalyzer, non esiste un valore corretto ed i motori di ricerca gli attribuiscono poca importanza, tuttavia bisogna evitare lo stuffing (= ripetizione innaturale) fortemente penalizzato, 
  • KEYWORD PROXIMITY = misura la vicinanza tra keyword, esempio: (k1= marketing k2= digital) a) partecipa al master in digital marketing b)studi marketing? Conosci il digital?
  • KEYWORD PROMINENCE = misura la prominenza tra una keyword rispetto ad un tag html, esempio: a) marketing: partecipa al master b) vuoi partecipare al master in marketing?)

 

I TAG HTML

Alcuni TAG html risultano importanti ai fini del SEO copywriting in quanto potremmo volgarmente dire che assegnano alla keywords un ruolo o un’importanza che i motori di ricerca possono comprendere.

HTML siginifica Hyper Text Markup Language, che potremmo tradurre con “linguaggio a marcatura per testo”, non è un linguaggio di programmazione e si basa su etichette (= tag). Il codice è composto da <head> intestazione non visualizzata nel browser e <body> contenuto visualizzato nel browser. Vediamo i due principali ai fini SEO:

  • TAG TITLE, uno dei principali fattori SEO on site. Si posiziona nell”head” del codice. Ogni documento deve avere il proprio <title> univoco e rappresentativo dei contenuti. I motori indicizzano e mostrano in SERP i primi 60/70 caratteri (Google precisamente 12 parole), si possono usare keywords singole/plurali/correlate (teoria della coda lunga) e le più importanti vanno posizionate all’inizio (Keyword proximity);
  • HEADING TAGS identificano i titoli delle sezioni e sottosezioni del <body> del codice. Permettono di indicare al motore di ricerca quali parole del testo sono i titoli di paragrafi del contenuto, il titolo è la prima parole che si incontra e che illustra il contenuti successivo, necessario lavorare bene con le keywords nei titoli.

Se il vostro sito è stato realizzato con un CMS, magari un Wordpress, ci sono plugin molto intuitivi che vi permettono di fare SEO facilmente settando i principali tags HTML con le keywords definite. Come il famoso SEO by Yoast.

 

Il copywriting è solo una piccola area specifica dell’ampia disciplina SEO e non si esaurisce con l’analisi e la definizione delle keyword: formattazione dei testi, modalità di scrittura, utilizzo di immagini/video, utilizzo di call to action sono altri aspetti che aiutano ad ottimizzare la vostra pagina web. Infatti i motori di ricerca ormai non sono solo in grado di indicizzare il contenuto del web ma anche di apprezzarne i feedback della comunità e per tanto stabilire se un contenuto risulti essere di qualità, originale e soddisfacente per gli utenti a tal punto da restituirlo come risultato. La sfida è sempre più accesa.

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22/01/2016 •  di Giacomo Casolo  •    Tags:                        

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