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COME SI IMPOSTA UNA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING?

COME SI IMPOSTA UNA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING?

Nell’ articolo precedente ho parlato di cos è il crowdfunding e delle diverse tipologie in cui si declina. Oggi vorrei spiegare come si imposta una campagna. In rete infatti si trova un mare di numeri relativi a questo fenomeno, ma molto poco circa l’ atto pratico.

cloudtag crowdfunding come impostare una campagna

Innanzitutto è bene chiarirsi: stiamo organizzando una campagna di digital mrkt ancor prima di una raccolta fondi. Se ci vogliamo avvalere del CF, salvo alcuni casi in cui si opta per questa scelta non tanto per la necessità di incamerare risorse economiche ma per una chiara scelta strategica (approfondiremo in seguito quanto può essere utile una campagna CF per chi già dispone dei capitali necessari per il proprio progetto), probabilmente significa che non siamo in grado di raggiungere i nostri obiettivi da soli e quindi dobbiamo chiedere aiuto. Da sempre mi hanno insegnato che per chiedere bisogna dare e in questo particolare caso ciò che si deve fornire è credibilità, determinazione, organizzazione e trasparenza. Quest’ ultima poi è fondamentale in quanto la rete è una piazza enorme dove tutti possono dire la propria, gli errori dettati da superficialità e approssimazione potrebbero distruggere la campagna all’ istante.

5 step per costruire la tua campagna

DEFINISCI LA TUA IMMAGINE. Probabilmente ancora nessuno ti conosce, ma da quando sarai online dovrai essere in grado di trasmettere in pochi secondi il tuo messaggio e dna già a partire dal tuo logo, colori e claim. Che tu sia una startup, una onlus o una persona fisica questo non cambia. Pur piccolo che tu sia devi “farti brand” e rispettare alcune semplici ma fondamentali regole: definire il tuo profilo (chi sei, cosa fai, dove vuoi arrivare) e realizzare un logo in linea con esso, chiaro e leggibile sviluppato in dimensioni e tipi di file fruibili su tutti i canali di comunicazione digitale (social media). Questo permette di mantenere un’ immagine coordinata che ti renderà sempre riconoscibile nelle tue attività di comunicazione. Non è necessario avvalersi della più prestigiosa agenzia di comunicazione per realizzare la tua immagine coordinata. Capacità creative individuali, ricerca di consulenti/freelance attraverso social media professionali come Linkedin, amicizie e conoscenti che condividono la tua iniziativa possono ridurre significativamente i costi di realizzazione, se non addirittura azzerarli.

 

DEFINISCI IL TUO GOAL. Questa aspetto sembra il più semplice ma ti assicuro che non è così. Chi non ha una spontanea attitudine all’ imprenditorialità o al business riduce questo passaggio esclusivamente alla somma necessaria per lanciare la produzione/commercializzazione della propria startup, piuttosto che alla definizione delle risorse necessarie per portare a termine un progetto sociale. Troppo spesso quindi ci si dimentica di tutte quelle voci di “costo” che attengono ad una campagna. La soluzione è quella di redigere un business plan dedicato in cui oltre al capitale necessario per avviare il progetto, si tenga conto anche di:

-          eventuali figure professionali;

-          software per la gestione semplificata di alcune attività online come newsletter o programmazione di post sui social media (spesso sono servizi freenium, significa che offrono molte features gratuite mentre per implementarli si deve pagare qual cosina) (gestione contemporanea di social hootsuite e gestione newsletter mailchimp);

-           eventi offline;

-           costi vivi e logistici dovuti alle ricompense (CF reward based ed anche donation based se si volesse incentivare la donazione);

-           costi della piattaforma utilizzata (il mio consiglio, se possibile, è di fare la campagna sul proprio sito, ormai è facile inserire un pulsante “dona” con relativa struttura informatica di incasso e non è un’ operazione così costosa (molti i plugin per siti realizzati in Wordpress come Ignitiondeck ), inoltre è più economico considerando che nella fee delle piattaforma non è compresa - perché non è proprio prevista – un’ attività di consulenza o di boost della campagna; a questo punto conviene spingere il traffico verso il proprio sito in modo da accrescere il proprio posizionamento anche per il futuro e poter svolgere una serie di azioni di monitoraggio più dettagliate);

-           costi di gestione incasso donazioni;

-           eventuali tasse (la normativa italiana non è ancor pronta se non per l’ equity CF: attività possibile solo per startup innovative da eseguirsi obbligatoriamente su piattaforme autorizzate CONSOB e comunque con un approccio diverso da quello del CF reward/donation based. Pertanto ogni campagna deve essere analizzata in modo specifico e consiglio di chiedere sempre un parere ad un commercialista);

-          eventuale budget da investire nell’ advertising sui social network o motori di ricerca così da ottenere maggiore visibilità.

ORGANIZZA LA TUA PRESENZA ONLINE. La campagna si svolge in rete ed è proprio qui che devi costruire la tua presenza ed intercettare i tuoi sostenitori. Essa deve prevedere una “casa” digitale e dei canali di distribuzione dell’ informazione. La prima può essere un sito web, un blog  o una landing page all’ interno della quale sarà presente la descrizione dettagliata del progetto, le motivazioni alla base e le finalità. Questa “casa” digitale dovrà essere implementata con aggiornamenti continui circa l’ evoluzione della vostra realtà e della campagna stessa una volta lanciata. Qualora si fosse optato per svolgere la campagna direttamente sul vs sito, è ben inteso che sarà presente all’ interno una sezione dedicata alla campagna vera e propria con video esplicativo, aggiornamenti e scaletta ricompense. Il compito di distribuire l’ informazione è invece affidato ai social media. L’ obiettivo è utilizzare gli account social per espandere il proprio pubblico informandoli circa ciò che stiamo facendo. Far parlare di sé e traghettare il traffico sul sito o sulla piattaforma dove si svolge la campagna sono le principali finalità. I social media non sono tutti uguali e non vanno gestiti tutti allo stesso modo. Imprescindibile per diffusione, semplicità di linguaggio e trasversalità di pubblico è sicuramente l’ intramontabile FACEBOOK, TWITTER ben si presta per raggiungere influencer che in qualche modo possono condividere la nostra iniziativa o potrebbero essere interessati a parlarne (questo significa visibilità e veicolazione più profonda della campagna), INSTAGRAM risulta estremamente intuitivo e rapido: tutti abbiamo sempre tra le mani uno smartphone e anche se non siamo degli ottimi fotografi le funzionalità di editing di questo social permettono di realizzare piccoli capolavori amatoriali, considerando poi che l’ immagine è tra i formati di comunicazione digitale che genera il maggior numero di interazioni, sicuramente è un arma da non lasciarsi scappare. Esistono una marea di social media con tantissime funzioni interessanti, per non parlare di Youtube ormai secondo motore di ricerca al mondo. Questo canale tuttavia richiede un po’ più esperienza nel social media management e molto tempo da dedicarci (creare video accattivanti e stimolanti – anche low budget - non è proprio cosa per tutti). In sostanza prima di scegliere quali social attivare bisogna capire se: 1) su quel social troverò potenziali investitori/donatori (questo previsione la si fa analizzando la propria realtà e cercando di capire il profilo del nostro ipotetico sostenitore)? 2) sarò in grado di alimentarli costantemente con contenuti pertinenti e stimolanti a tal punto da generare conversione ovvero far atterrare il nostro follower sul nostro sito/piattaforma per sottoscrivere newsletter, condividere sui propri canali social il link della campagna, donare per il nostro progetto?

ORGANIZZA IL TUO TEAM. Posto che è praticamente impossibile impostare e gestire una campagna da soli, uno dei principali fattori di successo è proprio il team! Quindi scegli bene le persone con cui condividere questa esperienza, assegna dei ruoli e impara ad essere un leader. Lo strumento principe del team sarà il calendario delle attività. Qualsiasi azioni venga intrapresa deve essere frutto di una strategia unica e condivisa e deve essere stata precedentemente pianificata e calendarizzata. Ma quali sono le figure necessarie di cui circondarsi per poter arrivare al successo? Proviamo a rispondere:

-          Ufficio Stampa, questa figura si occuperà di veicolare la campagna sulla press prendendo contatto con le testate in target, ricercare i principali influencer con cui interagire sui social media, comunicare per tempo eventuali eventi offline, cercare di mantenere una copertura mediatica costante. Sicuramente avere la possibilità di avvalersi di una società di US semplifica e non di molto, tuttavia è ancora possibile usare buon senso, praticità e tutte le risorse di cui disponiamo nel 2015. Trovare i contatti della press, redigere comunicati stampa e cercare figure di rilievo disponibili a raccontare della nostra campagna è possibile. Tutorial, articoli di blog ed altre risorse online, unite ad un valido progetto ed alla capacità di relazionarsi con le persone, permettono di aprire porte inimmaginabili;

-          Social Media Manager, non ti spaventare, studiando un pochino e aprendo la mente lo puoi fare anche tu! Si tratta di quella figura che stabilisce la strategia di comunicazione – banalmente i contenuti da veicolare – che verrà trasmessa attraverso i social media attivati. Anche in questo caso è bene redigere un calendario, o più correttamente un piano editoriale, dei contenuti che devono essere stimolanti, coinvolgenti e affini al tuo pubblico così da fidelizzarlo prima e convertirlo poi (si spera). Non è pensabile, soprattutto se ci dobbiamo far conoscere, trasmettere il messaggio della campagna e trasformare un follower in evangelist (= persona che diventerà diretto testimonial parlando del tuo progetto alle sue cerchie più strette), gestire questa attività in modo discontinuo, senza darsi una direzione e degli obiettivi. Fortunatamente i social media al giorno d’ oggi permettono un’ infinità di funzioni utilissime per raggiungere il proprio pubblico, sprecarle è un clamoroso errore! Su internet è possibile approfondire questo argomento all’ infinito, capire in quale modo è corretto gestirli, quali attività si possono intraprendere, come sfruttare al meglio le features di ciascun social, come costruire una strategia di content. Questo è il mio lavoro e direi una bugia se ti convincessi che con qualche settimana da autodidatta diventerai un perfetto SMM, tuttavia è possibile apprendere le basi e le best practice per impostare una comunicazione adeguata;

-          Account, la tua realtà inizia a prendere piede, è online e quindi agli occhi di tutti. E’ necessario che un membro del tuo team si occupi di tutta l’ attività di segreteria: dal rispondere al telefono ad eventuali futuri donatori che vogliono capirci meglio, passando per la gestione della newsletter che hai attivato, le risposte a mail/messaggi privati sui social, la gestione di eventuali emergenze e la verifica che tutto stia procedendo come da strategia e nel rispetto delle scadenze temporali;

-          Videomaker, forse questa è l’ unica figura a cui difficilmente ti potrai sostituire a meno che tu non abbia particolari doti innate. Il video è LO STRUMENTO del crowdfunding, quel mezzo attraverso cui divulghi il tuo messaggio ed emozioni le persone al punto da spingerle a sostenere la tua causa. Non è solo una questione di budget. Molte campagne hanno utilizzato video “casalinghi” di presentazione, ma dal sapore unico e con uno storytelling estremamente efficace. Creare una campagna di crowdfunding non sarà mai totalmente a costo 0, quindi se potete disporre di un budget, fossi in voi, buona parte lo investirei in questa voce. Se invece ritenete di essere in grado di realizzarlo in autonomia il mio consiglio è quello di fare tanta ricerca e approfondimento utilizzando tutte le risorse di cui disponete e ascoltando diversi pareri su quanto elaborato.

PRENDITI IL TEMPO CHE TI SERVE. Considerando che la durata media di una campagna varia dai 30 ai 60 giorni, che la fase di pre-lancio, in cui l’ attività mediatica è massiva, dura circa 30 giorni; il tempo necessario per impostarla, a mio avviso, varia dai 6 ai 12 mesi a seconda del progetto, del target, della complessità delle attività di comunicazione e iniziative promozionali e della capillarità delle stesse. E’ un lavoro immane ma che, se fatto nel modo corretto, può regalare grandi soddisfazioni tra cui raggiungere finalmente quell’ obiettivo che ti sembrava così lontano. Attenzione maniacale ai dettagli, pianificazione e calendarizzazione puntuale di ogni attività, creatività e determinazione sono le chiavi del successo.

 

Ora sai come impostare una campagna di crowdfunding! Quando lancerai la tua? Segui il blog per saperne di più circa il mondo del crowdfunding e della comunicazione digitale. Non esitare a contattarmi per analizzare nello specifico il tuo progetto, insieme faremo un ottimo lavoro!

31/08/2015 •  di Giacomo Casolo  •    Tags:            

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