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3 BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE CROWDFUNDING reward-based

3 BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE CROWDFUNDING reward-based

Che tu lo faccia su una piattaforma abilitata o sul tuo sito ci sono dei vantaggi a mio parere indiscussi nell’utilizzo del crowdfunding a prescindere dal successo economico della campagna.

Dico questo perché l’aspetto economico è solo una parte, non è il tutto e se sei davvero convinto del tuo progetto non credo che ti fermerai davanti al primo risultato negativo.

Non dimentichiamo poi che si scrive crowdfunding ma si legge campagna di digital marketing e si può anche verificare il caso in cui non si raggiunge il capitale necessario ma l’eco generato, i legami costruiti e i riflettori attirati su di sé creano un circolo virtuoso per il tuo business ed il suo futuro. Dunque: non mollare!

Ho parlato di vantaggi, a mio parere, indiscussi, vediamo un po’ quali:

1.La tua idea è buona, ma forse non così buona!

Quante volte vi è capitato di pensare: “Ecco l’idea del secolo!Se solo avessi i soldi per lanciarla ..”, magari non proprio con queste parole ma con questa “consapevolezza”?. Beh ecco probabilmente nella maggioranza dei casi quell’idea non è proprio l’idea del secolo e solo pochi dei vostri amici ne condividerebbero genialità e utilità.

Questo non per essere cinici o stronzi, ma purtroppo è la verità. La fuori c’è un mondo super competitivo e le aspettative del pubblico sono molto alte, la vostra idea potrebbe anche essere buona in partenza ma senza analisi, indagini, approfondimenti, consultazioni, comparazioni e brainstorming difficilmente si passa da una vaga idea ad un modello di business vincente e sostenibile.

Ad ogni modo prima ancora di arrivare a paroloni come modello di business, c’è un piccolo-grosso dettaglio: il pubblico. Questa idea geniale e da milioni di dollari, interessa a qualcuno? Qualcuno ne riconosce una certa utilità? Qualcuno è disposto a pagare dei soldi per utilizzarla? Se sì quanto? Questo è il primo punto della questione: una campagna crowdfunding, per le sue dinamiche insiste, vi mette nelle condizioni di presentare la vostra idea al pubblico, valutarne le reazioni e comprendere in che misura e per quale target risulta di maggiore appeal.

Magari viene fuori esattamente il contrario di quello che vi eravate messi in testa. E questo è un aspetto fondamentale: pensate per esempio se, usciti sul mercato dopo tanti sforzi e convinti che il vostro target abbia determinate caratteristiche, impostate le attività di marketing e comunicazione (tempo e soldi) sull’audience sbagliato.. lascio trarre a voi le conclusioni. E questo è solo uno dei tanti aspetti su cui il dialogo ed il contatto con il pubblico può aiutare ad aggiustare il tiro.

2. La diffusione

Una corretta parafrasi di crowdfunding potrebbe essere: utilizzare il web per diffondere attraverso gli strumenti digitali il proprio progetto, intercettare il proprio pubblico di riferimento e chiedere loro di contribuire al lancio.

Quindi un altro vantaggio dello strumento è sicuramente la diffusione che l’idea può avere e le persone che può raggiungere. Infatti ,se abbiamo programmato bene la nostra campagna, date un occhio qua per rinfrescarvi le idee, la visibilità ottenibile in relazione al puro investimento economico è davvero impressionante. Badate bene che ho detto se abbiamo programmato bene la nostra campagna.

Gli strumenti di marketing digitale sono fortemente connessi all’attività di crowdfunding, penso sia ormai a tutti chiaro che non è sufficiente caricare un progetto su una piattaforma o attivare le donazioni sul proprio sito per introitare fondi. Ebbene se si costruisce con strategia, analisi e creatività un vero e proprio piano di comunicazione sfruttando tutti gli strumenti a disposizione è possibile intercettare un importante bacino di utenti. Misurarne andamento e risultati, come i marketer ci insegnano, permette di ottimizzare l’efficacia del nostro piano a sostegno della campagna.

Dunque è possibile porsi degli obiettivi concreti per quanto riguarda la visibilità, non solo dal punto di vista quantitativo (il numero di persone da raggiungere), ma soprattutto qualitativo (il tipo di persone che voglio raggiungere).

3. Attitudine all'imprenditorialità

“Fare business” è fantastico, lo è davvero quando funziona, quando  il tuo prodotto/idea vende ed i risultati non tardano ad arrivare. Molto meno entusiasmante quando le cose non vanno e se le cose non vanno probabilmente siamo stati troppo superficiali nel valutare e valutarci.

Come dicevo la fuori c’è tanta competizione e se vuoi davvero fare lo startupper o l’imprenditore non puoi permetterti un salto nel vuoto ad occhi chiusi. In questo senso il crowdfunding, le sue dinamiche ed il modus operandi delle attività digitali aiutano e non di poco ad assumere un atteggiamento concretamente imprenditoriale:

Individuare un problema, definire una possibile soluzione, ascoltare per capire se si tratta davvero di una buona soluzione, identificare la nicchia corretta a cui proporla, valutare attentamente il pricing, allestire e programmare un adeguato piano di comunicazione, costruire la propria immagine, studiare i competitor, acquisire consapevolezza del proprio valore aggiunto e dei propri limiti, ridurre i propri limiti, misurare il proprio sviluppo, individuare le strategie inefficaci e porvi rimedio, stabilire il proprio posizionamento, rivedere il prodotto laddove gli utenti ne hanno individuato delle criticità, ragionare sul medio-lungo periodo.

Questo significa fare l’imprenditore, così si fa crowdfunding.

Anche se può suonare un po’ strano, credo che oggi il vero problema non siano i soldi (che sicuramente mancano..), il vero problema oggi è avere un’idea  economicamente sostenibile e che incontri le esigenze del pubblico.

Purtroppo non siamo più in quell’epoca, e io non l’ho neanche mai vista ahimè, in cui girava un certo flusso di denaro e c’era un poter d’acquisto tale da poter vendere più o meno qualsiasi cosa. Questo secondo me è il più grande plus del crowdfunding: poter testare in modo imprenditoriale la propria idea avvalendosi quasi esclusivamente delle proprie forze, capacità e motivazione.

Non interpretate il crowdfunding come un modo rapido per introitare risorse, perché non è così. Se questo è il vostro pensiero ne rimarrete delusi tanto quanto dopo esservi visti rifiutare l’ennesima richiesta di finanziamento presso un istituto di credito.

E a volte sento anche frasi del tipo “Beh ma se provo con il crowdfunding è perché non ho soldi, se mi costa anche farlo non so se ne vale la pena”. Beh signori se siete i primi a non avere il fegato di investire nel vostro progetto, forse è meglio se ripartite dal punto 1 o che continuiate a cercare il posto fisso.

09/02/2016 •  di Giacomo Casolo  •    Tags:                

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